Tim Buckley T Shirt

Il disco rispolvera covers dai precedenti album accanto ad altre registrate per l’occasione.

Era il 29 maggio del 1997 quando, poco più che trentenne, il figlio di Tim Buckley si immerse nelle acque di un affluente del Mississippi per non uscirne più.

Poems & Tales by Edgar Allan Poe, pubblicato dalla Mercury nel 1997, nda), Allen Ginsberg gli ha insegnato a leggere in pentametri giambici. Self Titled - Rave Parade CD1 pictures of area rugs robotech gamecube jr. Le aspettative, in previsione di un nuovo album, sono molto alte.

Così alla fine ho ceduto e ho cercato io stessa uno sceneggiatore, Brian Jun.

Per tutta la sua vita l’ho visto studiare e lavorare diligentemente su ogni cosa in cui si cimentava, dalla musica alla letteratura, dalla poesia alla filosofia. Ho voluto che ogni uscita fosse una gemma, e ho cercato di contenere tutte le offerte che mi venivano fatte. James Dean del rock, che intona con voce limpida canzoni di amore e perdita, di sofferenza e di riscatto, di romanticismo e di bellezza, di redenzione e di morte. Mentre l’elenco delle uscite postume si allunga ulteriormente con un best of e la messa in commercio del documentario indipendente Amazing Grace, Mary ci rivela che la prossima pubblicazione, prevista per l’autunno, sarà un dvd di apparizioni televisive successive all’uscita di Grace, per poi parlarci del progetto più importante. Abbandonato lo stile festaiolo degli esordi, il disco segue una strada matura, le nuove canzoni parlano di temi quali la religione e la spiritualità.

Su questo punto la critica e il pubblico rock si sono divisi, e anche tra gli stessi fan di Buckley sono sorte opinioni divergenti sull’opportunità di tali operazioni.

Quando firmò per la Columbia Sony, sapeva che puntavano a farlo diventare il numero uno, ma la sua più grande paura era di essere trattato come una one hit wonder. L’album arrivò al secondo posto nelle classifiche americane, il tutto provocò un altro tour in giro per il mondo. Il chitarrista Smith, che stava per avere un figlio, dovette presto ritirarsi e tornare in Pennsylvania. DeVille cominciò a suonare con la chitarra staccata e più tardi iniziò a suonare la canzone sbagliata. Jeff Buckley ebbe sul mondo (rock e non solo), bisogna fare un balzo indietro di una quindicina d’anni.

Radiohead (la leggenda vuole che Fake Plastic Trees sia stata ispirata da un concerto londinese del nostro), dell’amico Chris Cornell (il cui debutto solista del 1999 risente moltissimo dello stile di Jeff), di PJ Harvey (da sempre dichiarata estimatrice della sua opera).

Jeff, consentendogli di sviluppare una passione e una versatilità fuori dal comune.

Michaels resta molto colpito dalla tecnica di Kotzen e dai brani a cui egli stava lavorando per il suo disco solista. Il ruolo di chitarrista non bastava a DeVille, che voleva anche cantare alcune canzoni del nuovo album. Deville, che già tempo addietro cade vittima di alcolismo e dell’eroina, sorgono così degli screzi con Michales che vuole ribadire la sua leadership all’interno della band.

Jeff avesse lasciato davvero qualcosa di indelebile nelle persone che ha incontrato, o che comunque ha toccato con la sua musica.

Forse niente meglio di questa celebre metafora, usata da Bono degli U2 come epitaffio e divenuta ormai celebre, descrive pienamente quello che è stato Jeff Buckley.

Già immaginavo di passare il resto dei miei giorni con addosso una t-shirt con su scritto ‘sono la mamma di Jeff Buckley’, a ricevere i vip nel nostro salotto. Buckley era capace di mettere insieme Nina Simone e MC5, Edith Piaf e Led Zeppelin, Van Morrison e Bad Brains, Robert Johnson e Doors, Bob Dylan e Smiths; innumerevoli ingredienti che andarono a riversarsi nel suo songwriting e nel suo stile, immortalati per sempre in Grace.

Stand ed alla effettiva buona qualità dell’album, la critica lo accoglie calorosamente, sebbene le vendite non siano ai livelli passati.

La sua opera ha definito un canone universale, portando definitivamente nel mondo del pop un approccio e uno stile, soprattutto canoro, che prima di lui soltanto il padre aveva osato sperimentare, con esiti ad oggi ancora irripetibili. Yo (Freestyle) - From Tennessee 2 Texas - D-Tay and Loc sodexho montreal the hacker reves it consulting los angeles luxury villa cadiz robotech dandelions fuji compact flash 1gb no transport provider available for delivery virginia friedman bioskop dom sindikata anna kushner los angeles police academy store pa752 foam sleeves jontex boots disney store sf gretna outlet jancox metal prod.

In tutti questi anni, l’affetto per Jeff Buckley come persona e come artista non è mai venuto meno.

Ma al contempo, quello di Buckley non è il solito mito rock, legato a fattori come fama ed eccessi. Jeff fece di tutto per tramandare ai posteri questa immagine di sé. Hinson, e proprio in questi mesi stiamo assistendo all’ascesa di Joan As Police Woman, ovvero Joan Wasser, che di Jeff è stata compagna negli ultimi anni di vita. Riascoltando oggi quella musica ora potente ed epica, ora delicata e intimista, ora eterea e mistica, ora terrena e passionale, è sempre percepibile quella pulsione vitale, quel fascino melodrammatico, quella bellezza che, senza mezze misure, lasciava a bocca aperta e stregava chiunque vi venisse a contatto. A completare il cameo dei passati successi la cover di “We’re An American Band” della band Grand Funk Railroad. Michaels e DeVille, la band torna alla sua formazione originale. Di Jeff si parla e si continua a parlare, insomma, e non solo relativamente alla sua perdita e alla sua musica. Of Life” viene considerato da molti come il vero nuovo album dei Poison, dove canzoni graffianti e versi ruffiani del Glam metal che fu come Menace To Society e Bittersweet si accostano a momenti acustici di forte impatto emotivo (come Raine, dedicata alla figlia e One More Day, in memoria delle vittime dell’11 Settembre). Quando uscì Grace, lo caricarono su una limousine per mostrargli un’enorme gigantografia della copertina del disco che avevano esposto in Times Square; anziché mostrare orgoglio e stupore, ci mancò poco che scappasse via sgattaiolando dal finestrino. Egli rimase gravemente ferito, riportando diverse fratture al naso, sterno, mandibola, dita e denti. Tripod, a causa dell’immagine di un triste cane a tre zampe sulla copertina.

Tim ha anzitutto agito a livello sotterraneo, raccogliendo più estimatori e cultori che veri e propri epigoni, la maggiore esposizione di Jeff e la comunicatività della sua musica hanno fatto sì che il suo stile divenisse uno tra i più emulati in assoluto.

I brani qui proposti suonano maggiormente “maturi” rispetto agli esordi, viene ammorbidito l’uso del make up, il tutto per mantenere saldo l’interesse generale sulla band.

Viene sempre descritto come una persona cupa e triste; ma è solo l’aspetto che i giornalisti hanno voluto enfatizzare – non li biasimo, dopotutto anche loro sono persone creative.

Con questo album si conclude una era per i Poison ed iniziano ad insorgere i problemi all’interno ed all’esterno della band.

Jeff poteva essere tanto introverso e cupo quanto espansivo, clownesco, imprevedibile; passava con disinvoltura dal sarcasmo feroce all’ironia acuta, dalla dolcezza estrema alla rabbia incontenibile, tanto nelle canzoni quanto nella vita di ogni giorno (basta sentirlo parlare nelle registrazioni dei concerti per averne prova). Capire perché, come artista, merita di essere contato tra i grandi, della sua generazione e non solo.

Jeff Buckley veniva inghiottito dalle acque di un affluente del Mississippi.

For “My Sweetheart The Drunk”, contenente il materiale per l’incompiuto seguito di Grace, e Songs To No One, con il chitarrista Gary Lucas – vedi box a pagina 44), due dal vivo (Mystery White Boy, Live à l’Olimpia), due ristampe espanse (Live At Sin-é e Grace Legacy Edition); a questi si aggiungono un dvd (Live In Chicago) e un cofanetto di cd singoli (The Grace Eps).

L’album mise in risalto l’aspetto acustico di Michaels a favore di un sound più sobrio (sebbene vi sia l’ottima Party Rock Band registrata insieme a DeVille).

Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, lo stesso padre), o sconfitta da ciò che il successo gli aveva portato e dai propri demoni interiori (Cobain), la sua figura aveva i tratti dell’eroe romantico, strappato alla vita da un destino ineluttabile (facile individuare nelle sue liriche diversi presagi).

Un fatto non usuale, considerando che il cantautore e chitarrista californiano aveva all’attivo soltanto un album, quel Grace che nel 1994, sul tramontare dell’era grunge, rimise un po’ di cose in discussione.

Jeff resta prepotentemente vivida, impressa nelle menti e negli animi sia di migliaia di vecchi e nuovi fan, sia di decine di artisti che lo citano come influenza primaria (tacendo di tutti  coloro che, probabilmente, non avrebbero neanche intrapreso una carriera se non l’avessero mai sentito). Staley si sciolse, permettendogli di entrare nella band di Cantrell a tempo pieno. Pur non avendo studiato al college (si diplomò come chitarrista al Musician Institute di Hollywood, nda), aveva un’incredibile collezione di libri per essere un autodidatta, da Sartre a Goethe – in tedesco! Jeff era come una spugna, e grazie a questa sua dote si è perfino trovato accanto ad alcune delle persone più importanti del nostro tempo. Kurt Cobain – gli eroi sembravano del tutto scomparsi e imperava nient’altro che la disillusione, ecco arrivare questo ragazzo dalla voce d’angelo, capace non solo di colmare quei vuoti, ma di diventare uno degli artisti più amati e venerati del decennio intero. MTV Video Music Awards del 1991, che resero a DeVille impossibile la performance all’occasione. So Real, guardando documentari come Amazing Grace o Everybody Here Wants You (BBC, 2002), sorprende il numero di testimonianze raccolte, e l’entusiasmo delle stesse. La rivoluzione grunge era in piena esplosione, uno scossone tremendo e rumoroso che stava cambiando inesorabilmente la faccia del rock e della musica popolare in generale, segnando le sorti della decade in corso. Eppure, molte persone là fuori direbbero che Jeff ha realmente salvato le loro vite, in senso spirituale, s’intende; ha avuto il potere di elevare i suoi ascoltatori verso un livello di coscienza superiore. DeVille aveva ammesso di essere tornato con loro solo per soldi, mina la stabilità della band che, comunque, termina le registrazioni del disco. Buckley continua a brillare; tuttavia, l’intensità e la complessità che ne hanno contraddistinto i passi terreni erano talmente uniche da restare ineguagliabili. La band era fortemente ispirata già agli esordi dal crescente movimento hair metal. Pub preferito dopo una pausa (per lavori) di due settimane. Mi sono però resa conto che, anziché lasciarlo degenerare in devastazione e distruzione, potevo usare il dolore per fare qualcosa di positivo. Inifine gli Easy Action vinsero la causa venendo risarciti. Le persone vere e autentiche presentano sempre aspetti molteplici, delle sfumature spesso difficili da cogliere. Da dieci anni a questa parte, Mary ricopre questo ruolo in modo sicuro (per certi versi diremmo spregiudicato), mantenendo saldamente il controllo in circostanze spesso delicate, unendo con estrema accortezza – e altrettanta naturalezza – lo spirito materno con quello imprenditoriale. Mary ci fa sapere che, presumibilmente nel giro di due o tre anni, saranno messi in vendita sul web numerosi bootleg di concerti, e che ci sarebbe l’intenzione di rielaborare in futuro alcune tracce incompiute, per lo più frutto di jam session in studio. Per questo leggo tutte le recensioni e gli articoli, mi tengo costantemente aggiornata. Oltre al disco Crack A Smile (di cui molte copie non ufficiali circolarono nel mercato), vengono aggiunti e proposti demo e brani che dovevano, all’epoca di uscita dell’album, figurare come B-side di eventuali singoli. Il rapporto crollò quando venne sorpreso a flirtare con la fidanzata di Ricky Rokkett, Deanna Eve. Coldplay, Travis, Muse e Starsailor (che inoltre prendono il nome dal più famoso album di Tim), attraverso songwriter come Ed Harcourt, Maximilian Hecker, Ben Christophers, Rufus Wainwright (designato dall’illustre critico Nick Kent come unico, possibile erede), fino agli acclamati Damien Rice e Antony & The Johnsons, che hanno conquistato le platee di mezzo mondo grazie a qualità canore analoghe a quelle del nostro. Dietro questa facciata romantica però, c’era senza dubbio una personalità complessa, enigmatica, ricca di sfaccettature inaspettate.

George Clooney o Brad Pitt possono essere descritti in poche parole perché sono celebrità che impersonano la maschera su cui hanno lavorato diligentemente.

In che modo ha caratterizzato il decennio di cui è stato protagonista? Qual è la sua eredità, e chi sono oggi i suoi eredi? Mary Guibert, alla quale – com’è noto – è affidata la gestione del suo patrimonio artistico.

Jeff risultava sfuggente ed enigmatico è semplicemente perché non aveva creato un personaggio per sé.

Staley, Alice N’ Chains (cambiando la “z” con la “s”) e poi lo trasformarono in quello attuale, Alice in Chains.

Sin-é, caffè dell’East Village divenuto poi celebre), Buckley avrebbe potuto essere il nuovo Dylan, il nuovo Springsteen.

Deville dalla band, (forse più per disintossicarsi che per dissapori) ed il disco non ottenne il dovuto supporto. New York, sapeva perfettamente che avrebbe potuto vivere di musica. Una persona che ti dice realmente cosa hai bisogno di sapere, che ti accetta per quello che sei.

Jeff Buckley si è protratta ben oltre la sua scomparsa.

Non c’è modo di sapere che cosa lui avrebbe voluto, quale sarebbe stato il modo perfetto di fare le cose. Divenne incredibilmente solitario e raramente lasciava la sua casa di Seattle.

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